L’età dei riproduttori: quanto conta in un allevamento di avicoli?

1 Ottobre 2026

Come allevare i tacchini: 10 cose da sapere su questi animali

      Allevare i tacchini rappresenta un’attività piacevole e appassionante. Sono animali socievoli, curiosi e capaci di instaurare un rapporto positivo con il proprio allevatore. Sono inoltre eccellenti pascolatori e possono rivelarsi ospiti perfetti per una fattoria rurale o per un piccolo allevamento.

      Attenzione però: i tacchini possono essere anche animali piuttosto delicati e necessitano di alcune cure specifiche.

      Come allevare i tacchini quindi, e quali sono le cose più importanti da sapere prima di iniziare? Vediamole insieme.


      1. Tacchini: caratteristiche e storia

      Il tacchino domestico (Meleagris gallopavo) è il più corpulento tra i galliformi viventi. In natura è diffuso in un’area molto vasta del continente americano, dal Messico fino al Canada, ed è presente con diverse sottospecie.

      Probabilmente furono alcune popolazioni mesoamericane a iniziare per prime l’allevamento del tacchino. In Europa arrivò invece con gli Spagnoli e già nel XVI secolo era possibile incontrarlo negli allevamenti di numerosi Paesi europei.

      Anche in Italia il tacchino ha una storia antica. La Repubblica Serenissima di Venezia, per esempio, nel 1577 emanò un editto che ne incoraggiava l’allevamento, arrivando addirittura a proibirne l’uccisione per favorirne la diffusione sul territorio.

      Il nome scientifico Meleagris è invece legato a un curioso errore storico del naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi, che ritenne che il tacchino potesse essere identificato con le meleagridi della mitologia greco-romana, che erano invece le faraone.

      Ma lasciamo la storia e veniamo a quello che interessa maggiormente chi vuole allevare tacchini.

      Un tacchino in un’illustrazione del XVIII secolo


      2. Quanto spazio serve per allevare i tacchini?

      Se state pensando di allevare tacchini, mettete in conto fin dall’inizio una cosa: questi animali hanno bisogno di spazio.

      Calcolate almeno 25 metri quadrati di pascolo per ogni tacchino e circa 1 metro quadrato di ricovero notturno ogni 2 capi. Grazie alle loro lunghe zampe, i tacchini sono particolarmente adatti a sfruttare prati e pascoli anche scoscesi, compresi quelli di collina e montagna.

      Il ricovero notturno deve essere sufficientemente spazioso e dotato di posatoi adeguati al peso degli animali e alle dimensioni delle loro zampe. Ricordiamoci infatti che un tacchino può arrivare a pesare anche più di 10 kg! Le razze da carne più pesanti potrebbero non essere nemmeno in grado di salire sui posatoi.

      Quanti tacchini allevare insieme?

      Il tacchino è un animale sociale e vive naturalmente in gruppi. Per questo motivo non è generalmente una buona idea allevarne soltanto una coppia. La minima unità riproduttiva può essere costituita da un maschio e due femmine, ma è preferibile organizzare un piccolo harem composto da un maschio e 5-6 femmine.

      Attenzione anche alle recinzioni: alcune razze leggere sono ottime volatrici e potrebbero sorprendervi!

      Gruppo di tacchini al pascolo

      3. Il comportamento dei tacchini

      Nell’allevare i tacchini scoprirete presto che questi uccelli hanno comportamenti estremamente interessanti.

      I maschi, soprattutto durante il periodo riproduttivo, si esibiscono in spettacolari parate nuziali: aprono la coda a ventaglio, abbassano le ali e gonfiano le vistose caruncole e i bargigli del capo. Poi iniziano a gloglottare, più o meno sommessamente, mentre girano attorno alle femmine in attesa di una risposta.

      La femmina pronta all’accoppiamento si accovaccia a terra davanti al maschio, che procede quindi all’accoppiamento.

      Attenzione ai maschi di tacchino

      Le femmine non sono naturalmente disponibili a ogni tentativo di accoppiamento. Un maschio particolarmente insistente può quindi rivolgere le proprie attenzioni anche verso altri avicoli.

      È proprio per questo motivo che il corretto rapporto tra maschi e femmine è fondamentale nell’allevamento dei tacchini.

      Un maschio adulto può inoltre essere molto pesante rispetto a una gallina e può ferirla gravemente durante un tentativo di accoppiamento.

      Per questo motivo è meglio evitare di lasciare un tacchino maschio da solo insieme a galline o altri avicoli di dimensioni molto inferiori.

      Un’altra curiosità: anche le femmine possono esibirsi in comportamenti che ricordano la classica ruota del maschio. Nei soggetti giovani questo può rendere non sempre immediata l’identificazione del sesso.

      Coppia di tacchini

      4. Come si riproducono i tacchini?

      Dopo l’accoppiamento la tacchina cerca generalmente un luogo appartato nel quale costruire il proprio nido.

      Le uova vengono deposte mediamente una ogni due giorni e sono sensibilmente più grandi di quelle della gallina, con un guscio color crema generalmente punteggiato di rosso-mattone.

      Dopo aver deposto circa una dozzina di uova, la femmina può iniziare la cova.

      Se invece raccogliete regolarmente le uova per destinarle all’incubatrice, la tacchina può continuare a deporre.

      Quanto dura l’incubazione delle uova di tacchino?

      Le uova di tacchino impiegano circa 28 giorni per schiudere, sia quando vengono incubate artificialmente sia quando vengono covate dalla tacchina.

      Se lasciate la femmina a covare, ricordatevi però di controllare che si alzi regolarmente dal nido per bere, mangiare e defecare. Alcune tacchine sono infatti talmente assidue nella cova da arrivare a trascurare completamente le proprie necessità. In questi casi possono sporcare le uova con le feci o rimanere troppo a lungo sul nido.

      Tacchini nati nell’incubatrice Novital Covatutto 16L, foto Alessandro Capacci

      5. Come allevare i tacchinotti

      Allevare i tacchini nelle prime settimane di vita richiede qualche attenzione in più.

      I tacchinotti, diciamocelo, non brillano proprio per acume e intraprendenza!

      Quando vengono allevati insieme alla madre è normalmente lei a occuparsi di insegnare loro dove trovare acqua e cibo.

      Se invece i tacchinotti sono nati in incubatrice, può essere necessario intervenire direttamente. Può essere sufficiente avvicinare il piccolo all’abbeveratoio e immergergli delicatamente il becco nell’acqua, oppure mostrargli dove si trova il mangime. Se non imparano rapidamente a bere e mangiare, infatti, possono andare incontro a disidratazione e debilitazione anche molto rapidamente.

      Come preparare la pulcinaia per i tacchinotti

      Nei primi giorni è preferibile utilizzare sul fondo della pulcinaia soltanto uno strato igienico di carta assorbente, da sostituire frequentemente.

      In questo modo si riduce il rischio che i piccoli confondano la lettiera con il mangime e la ingeriscano.

      La temperatura iniziale della pulcinaia può essere mantenuta intorno ai 37 °C, riducendola progressivamente fino ad arrivare a circa 20-22 °C intorno ai 20 giorni di vita.

      Se i piccoli vengono allevati insieme alla madre, almeno durante il primo mese è opportuno predisporre un ambiente protetto di circa 200 × 100 × 50 cm, collocato all’esterno ma protetto almeno in parte dalle intemperie.

      Man mano che crescono, naturalmente, anche le loro esigenze di spazio aumentano.


      6. Come alimentare i tacchini

      L’alimentazione dei tacchini è uno degli aspetti più importanti dell’allevamento.

      In natura questi animali sono grandi pascolatori e si alimentano di insetti, piccoli rettili, erbe, semi e frutta.

      Le loro esigenze alimentari, particolarmente importanti durante le prime settimane di vita, devono essere tenute in considerazione anche nell’allevamento domestico.

      È soprattutto la componente proteica della dieta a meritare attenzione.

      Cosa mangiano i tacchini nelle prime settimane?

      Per le razze leggere e medio-pesanti possiamo indicativamente seguire questo schema:

      • da 0 a 2 mesi: mangime per selvaggina con circa il 28% di proteine;
      • da 2 a 4 mesi: 75% di mangime al 28% di proteine e 25% di granaglie, iniziando a offrire anche il pascolo;
      • dai 4 mesi in poi: mangime commerciale con circa il 18% di proteine, somministrato dalla metà della giornata in poi.

      Quest’ultima modalità permette di lasciare ai tacchini la possibilità di trascorrere la mattina al pascolo, alla ricerca di erbe e insetti.

      Naturalmente queste indicazioni riguardano soprattutto razze leggere e medio-pesanti e non devono essere applicate automaticamente ai grandi ibridi industriali, che hanno esigenze alimentari differenti.

      Maschio di tacchino che gloglotta

      7. Quali razze di tacchino allevare?

      Forse non tutti lo sanno, ma nel nostro Paese sono state selezionate nel corso dei secoli numerose razze italiane di tacchino.

      I soggetti leggeri e medio-pesanti delle razze locali sono spesso particolarmente interessanti per il piccolo allevamento rurale e per l’allevamento all’aperto.

      Sono infatti generalmente più rustici degli ibridi industriali pesanti e possono adattarsi bene al pascolo.

      Tra le razze italiane troviamo:

      • Tacchino Brianzolo;
      • Tacchino Bronzato Comune;
      • Tacchino Bronzato dei Colli Euganei;
      • Tacchino Castano Precoce o Castano d’Italia;
      • Tacchino Ispido padano;
      • Tacchino di Benevento;
      • Tacchino di Parma e Piacenza;
      • Tacchino Ermellinato di Rovigo;
      • Tacchino Nero d’Italia;
      • Tacchino Romagnolo.

      Alcune di queste razze sono oggi molto rare e vengono allevate da appassionati che cercano di conservarne il patrimonio genetico. Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell’allevamento dei tacchini: dietro a un piccolo gruppo di animali può esserci una storia secolare che vale la pena di conservare.

      Femmina di tacchino Castano precoce


      8. Malattie dei tacchini: attenzione alla prevenzione

      I tacchini possono essere animali piuttosto delicati e sono soggetti a numerose malattie, dal difterovaiolo alle infezioni da micoplasmi.

      Prima di iniziare un allevamento è quindi sempre opportuno informarsi presso il servizio veterinario della propria ASL sulle vaccinazioni consigliate o obbligatorie nella propria zona.

      Tacchini e polli possono vivere insieme?

      Questa è una domanda che ci viene posta frequentemente.

      L’allevamento promiscuo con polli e altri avicoli viene spesso sconsigliato proprio perché alcune patologie possono avere conseguenze molto più gravi sui tacchini.

      Le altre specie possono infatti essere portatrici sane di alcuni agenti patogeni oppure risultare meno sensibili rispetto ai tacchini.

      Se decidete comunque di allevare insieme più specie, è importante prestare particolare attenzione alla provenienza e alla rusticità degli animali e mantenere elevati standard di igiene e gestione.


      9. Il rapporto dei tacchini con l’uomo

      Allevare i tacchini può essere molto divertente anche per il rapporto che questi animali riescono a instaurare con le persone.

      Sono animali socievoli e, se abituati alla presenza dell’uomo fin da piccoli, possono diventare sorprendentemente confidenti.

      Un tacchino sottoposto a imprinting può addirittura arrivare a considerarvi un possibile partner e corteggiarvi con una certa insistenza.

      Attenzione però ai maschi adulti, soprattutto in presenza di bambini piccoli.

      Un maschio di grandi dimensioni può essere aggressivo e un’aggressione può avere conseguenze anche serie.

      Tacchina in cova

      10. Curiosità sui tacchini

      E arriviamo finalmente alle curiosità, perché i tacchini sono animali che sembrano essere stati progettati appositamente per sorprendere l’allevatore.

      Tacchini e galline possono incrociarsi?

      Sì, sono stati documentati incroci tra tacchini e galline, anche se si tratta di eventi estremamente rari.

      Gli esiti possono essere particolari e dipendono dalla combinazione delle due specie.

      I tacchini possono cacciare i serpenti?

      Sì. I tacchini sono ottimi predatori di piccoli rettili e serpenti e possono quindi rivelarsi utili in alcuni contesti rurali, soprattutto in giardini e pascoli di collina e montagna.

      Cos’è il “pennello” del tacchino?

      Quelle strane penne dure e irsute che si sviluppano sul petto del maschio sono chiamate pennello di setole, o granatello.

      Le femmine normalmente non le presentano oppure le sviluppano in maniera molto meno evidente.

      Perché non bisogna prendere un tacchino per la coda?

      Le penne della coda del tacchino si staccano molto facilmente se vengono afferrate.

      Quindi, se volete maneggiare un tacchino, non prendetelo mai per la coda, a meno che non vogliate trovarvi con un pugno di mosch… pardon, con un pugno di penne in mano!

      Quante livree esistono nei tacchini?

      Esistono moltissime colorazioni e livree differenti, legate a una genetica particolarmente interessante.

      Per chi si appassiona alla selezione, quella della colorazione del piumaggio è un mondo tutto da scoprire.

      Come si chiama il verso del tacchino?

      Il verso del tacchino si chiama gloglottìo.

      E se avete più maschi insieme sapete già cosa aspettarvi: il gloglottìo di uno può provocare la risposta di decine di altri soggetti.

      A volte è sufficiente persino che sia l’allevatore a imitare il loro verso o a parlare improvvisamente a voce alta per scatenare una vera e propria “rissa verbale” tra tacchini – ed è probabilmente una delle cose più divertenti che possano capitarvi in un allevamento!

      Tacchino in parata

      Conclusioni

      Allevare tacchini non è particolarmente difficile, ma richiede qualche attenzione in più rispetto alla gestione delle comuni galline.

      Spazio, pascolo, alimentazione adeguata, un corretto rapporto tra maschi e femmine e una buona prevenzione sanitaria sono gli elementi fondamentali per ottenere animali sani e robusti.

      Se avete a disposizione un buon pascolo e siete disposti a dedicare ai vostri animali qualche attenzione in più, scoprirete però che il tacchino è un avicolo estremamente interessante.

      E, soprattutto, difficilmente vi annoierete.

      Perché una cosa è certa: dopo aver allevato tacchini, quando sentirete qualcuno gloglottare per strada, non potrete fare a meno di rispondere!

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