
L’età dei riproduttori è un fattore estremamente importante nella gestione di un allevamento avicolo. Scegliere galline e galli della giusta età permette infatti di ottenere una buona produzione di uova feconde e, soprattutto, di selezionare soggetti in grado di trasmettere alla prole caratteristiche positive di salute, struttura e conformazione.
Abbiamo visto insieme quanto vive una gallina; oggi vediamo invece come l’età possa influire sulla capacità di un animale di essere un buon riproduttore.
Abbiamo visto insieme quanto vive una gallina; oggi vediamo invece come l’età possa influire sulla capacità di un animale di essere un buon riproduttore.
Qual è l’età migliore per le galline riproduttrici?
Questo non significa però che una gallina più anziana sia necessariamente un riproduttore peggiore.
Con il passare degli anni, infatti, le uova possono diventare più grandi. Per un allevatore interessato alla riproduzione, questo può rappresentare un elemento interessante: da uova di maggiori dimensioni possono nascere pulcini più grandi e robusti, capaci di affrontare meglio le prime settimane di vita.
L’età della gallina può quindi influire non soltanto sulla quantità di uova prodotte, ma anche sulle caratteristiche della nuova generazione.
Per i galli il discorso è leggermente diverso.
Qual è l’età migliore per un gallo riproduttore?
Un gallo raggiunge generalmente il massimo della fertilità nei primi due anni di vita. Successivamente la fertilità tende a diminuire, pur mantenendosi a livelli sufficientemente elevati, soprattutto nelle razze leggere.
Nelle razze pesanti, invece, il calo della fertilità può diventare più evidente dopo i tre o quattro anni di vita.
Per questo motivo, nella scelta dei riproduttori è importante considerare non soltanto l’età, ma anche la razza, la vitalità e le caratteristiche individuali del soggetto.

Qual è l’età ideale per scegliere i riproduttori
Come criterio generale, per un allevamento orientato alla selezione possiamo considerare:
- galline riproduttrici: dai 2 ai 4 anni di età;
- galli riproduttori: 2-3 anni di età.
Naturalmente si tratta di indicazioni generali. La scelta definitiva dovrebbe tenere conto anche della salute, della conformazione, della fertilità, della produttività e delle caratteristiche tipiche della razza.
Perché utilizzare riproduttori di 2-4 anni?
Utilizzare soggetti adulti nella riproduzione può offrire diversi vantaggi.
1. Uova ancora numerose e di maggiori dimensioni
Anche se la produzione tende a diminuire rispetto al primo anno di deposizione, le galline adulte possono produrre ancora un numero significativo di uova, spesso di dimensioni maggiori rispetto a quelle deposte durante la prima fase produttiva.
2. Galli vitali e ancora fertili
A 2-3 anni i galli sono generalmente ancora vitali, attivi e fertili. La scelta di soggetti adulti e in buona salute può contribuire a mantenere elevata la percentuale di uova feconde.
3. Pulcini più grandi e robusti
Le caratteristiche dell’uovo possono influire sulle condizioni iniziali del pulcino. Uova di maggiori dimensioni possono dare origine a pulcini più grandi, che possono affrontare meglio le prime e più delicate settimane di vita.
4. È più facile valutare la conformazione dell’animale
A due anni di età la livrea del soggetto è ormai completamente sviluppata. Questo rende più semplice individuare eventuali difetti di colorazione che potrebbero non essere evidenti nei soggetti giovani.
Per un allevatore che pratica selezione, si tratta di un elemento importante.
5. È possibile valutare meglio salute e resistenza
Dopo alcuni anni di vita, un animale ha già dimostrato maggiormente la propria capacità di adattarsi al clima e alle condizioni dell’allevamento.
Scegliendo per la riproduzione soggetti che hanno dimostrato una buona salute e una buona resistenza, l’allevatore può effettuare una selezione più consapevole.
6. Nelle razze grandi è possibile valutare lo sviluppo completo
Nelle razze avicole di grandi dimensioni, a due anni i soggetti hanno generalmente completato il proprio sviluppo corporeo.
A questo punto diventano molto più evidenti eventuali pregi o difetti strutturali che potrebbero non essere ancora facilmente riconoscibili all’inizio della carriera riproduttiva.

Conviene utilizzare anche galli e galline giovani?
La risposta è sì.
Anche se per la selezione dei riproduttori può essere vantaggioso utilizzare soggetti adulti, non significa che i giovani debbano essere esclusi dalla riproduzione.
Accoppiare già nel primo anno i soggetti più promettenti permette infatti di osservare la loro prole e comprendere meglio la capacità di trasmettere i principali caratteri della razza.
La riproduzione dei soggetti giovani può inoltre contribuire a evidenziare eventuali difetti genetici o caratteristiche indesiderate latenti nei genitori, che potrebbero non essere immediatamente riconoscibili osservando soltanto il soggetto adulto.
Per questo motivo, in alcuni sistemi di gestione della consanguineità, come il Rolling Mating e lo Spiral Mating, vengono inseriti ogni anno nel gruppo dei riproduttori sia soggetti giovani sia soggetti più anziani.
Perché utilizzare riproduttori di età diverse?
Un gruppo di riproduttori composto da animali di età differenti permette di combinare alcuni dei vantaggi delle due categorie.
I soggetti giovani consentono di:
- valutare precocemente la loro capacità riproduttiva;
- osservare la qualità della prole;
- individuare eventuali difetti ereditari;
- mantenere il ricambio della linea di riproduzione.
I soggetti adulti consentono invece di:
- valutare più accuratamente la conformazione;
- conoscere meglio la salute e la resistenza dell’animale;
- selezionare soggetti che hanno già dimostrato le proprie qualità;
- mantenere nella riproduzione animali con caratteristiche consolidate.
È quindi possibile costruire un programma di selezione più equilibrato alternando soggetti giovani e riproduttori adulti.
Una selezione più lenta può dare risultati migliori
Considerare attentamente l’età dei riproduttori può sembrare, almeno inizialmente, un sistema più lento e meno remunerativo dal punto di vista numerico.
Tuttavia, una selezione più attenta può portare nel lungo periodo a risultati migliori.
La scelta di riproduttori sani, ben conformati e già valutati nel corso degli anni può contribuire a ridurre la presenza di soggetti con difetti evidenti e, secondo l’esperienza dell’allevatore, a ottenere una prole più uniforme e adatta agli obiettivi dell’allevamento.
Per questo motivo non è sempre conveniente eliminare troppo presto galli e galline dal gruppo dei riproduttori.
Un animale di due o tre anni non deve necessariamente essere considerato un “vecchietto”: per un allevatore che punta alla qualità e alla selezione, può rappresentare invece un riproduttore prezioso.
In sintesi: qual è l’età ideale dei riproduttori?
Non esiste un’età perfetta valida per ogni razza e per ogni allevamento, ma possiamo riassumere le indicazioni principali:
| Soggetto | Età indicativa | Perché |
|---|---|---|
| Gallina giovane | 1 anno | Elevata produzione di uova e possibilità di valutare precocemente la prole |
| Gallina adulta | 2-4 anni | Buon compromesso tra produzione, dimensione delle uova e valutazione del soggetto |
| Gallo giovane | 1 anno | Utile per testare precocemente la capacità riproduttiva |
| Gallo adulto | 2-3 anni | Buona vitalità e fertilità, con caratteristiche ormai consolidate |
| Gallo anziano | oltre 3-4 anni | Fertilità da valutare attentamente, soprattutto nelle razze pesanti |
La scelta dei riproduttori dovrebbe quindi basarsi sull’età, ma anche su salute, fertilità, conformazione, caratteristiche della razza e qualità della prole.
In ogni caso non dimenticate che Novital vi accompagnerà in ogni fase dell’allevamento e della riproduzione dei vostri avicoli, con la sua serie di incubatrici e di prodotti per l’Avicoltura. Buon allevamento!





