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Allevamento del coniglio grigio di carmagnola: intervista a Sandro Gallina.

L’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola: intervista a Sandro Gallina.

L’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola è una pratica tradizionale di alcune zone del Piemonte, in particolare questa razza rustica era tipica di alcune zone del cuneese e del torinese. Questi animali stupendi hanno recentemente fatto parlare di sé quando, nell’ottobre del 2019, la Federazione Allevatori Sammarinesi Animali Domestici ha riconosciuto e standardizzato per la prima volta a livello europeo la razza piemontese. Cerchiamo di conoscere meglio quindi il Coniglio Grigio di Carmagnola.

Allevamento del coniglio Grigio di Carmagnola: una pratica tradizionale di alcune zone del Piemonte.

 

L’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola è una pratica tradizionale di alcune zone del Piemonte.

La razza era quasi completamente scomparsa quando, nei primi anni ’80 del secolo scorso, i ricercatori del Dipartimento di Scienze Zootecniche dell’Univeristà di Torino e dall’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente di Verzuolo hanno contribuito al suo recupero riportando l’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola agli onori della cronaca.

Il Coniglio Grigio di Carmagnola è una razza di conigli di medie dimensioni, dotata di muscolatura asciutta e soda, caratterizzata da una livrea di colore grigio – blu, colore che schiarisce nella zona del ventre e in quelle inferiori di coda e arti posteriori. Il sottopelo è grigio o grigio chiaro, mai bianco. Le orecchie possono avere margini posteriori scuri e una piccola area chiara è presente attorno agli occhi. Il corpo è allungato con dorso forte e curvato, la testa è convessa, con orecchie lunghe al massimo 14 cm. Le femmine, dal secondo anno, possono presentare una giogaia piuttosto evidente, anche se questa caratteristica viene considerata un difetto. La razza era presente nelle aziende agricole della zona da cui prende il nome e veniva gestita in maniera tradizionale anche in garenna, come ci racconta Sandro Gallina, che alleva questi animali da oltre 15 anni e a cui dobbiamo le foto di quest’articolo.

 

 

Sandro Gallina con uno dei suoi animali.
Sandro Gallina con uno dei suoi animali

Sandro, l’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola è una tradizione anche per la tua famiglia?

Si, certo. Il Coniglio Grigio di Carmagnola era la razza che ho sempre visto allevare nella cascina di mio nonno, in gabbia e in garenna. Anche mio padre li ha allevati e adesso tocca a me. I miei animali derivano ancora dal gruppo di soggetti allevati da mio nonno, ai quali ho aggiunto (per gestire al meglio la consanguineità) altre due linee di sangue: una proveniente da un altro anziano allevatore, che come mio nonno aveva sempre tenuto solo questa razza, e un’altra presa direttamente a Carmagnola al Centro comunale per la diffusione e valorizzazione del  Coniglio Grigio di Carmagnola, Centro che ormai non esiste più.

Quali sono le caratteristiche della razza?

Il Coniglio Grigio di Carmagnola è una razza rustica, tipica di queste zone, che raggiunge come peso i 4-4,5 kg nei maschi e i 3,5-4 Kg nelle femmine, con una schiena ben larga e sviluppata. Era la razza più allevata nelle cascine ma in seguito si è fortemente rarefatta. L’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola infatti era praticato principalmente in garenna, ovverosia in recinti all’aperto, e questo ha fatto sì che venisse dismesso per ragioni di praticità da molti contadini. La razza era quasi scomparsa ma alcuni allevatori non hanno perso i propri preziosi riproduttori e ora in seguito al suo recupero è stata inserita tra i presidi Slow Food.

Tu come allevi i tuoi animali?

Io allevo i miei conigli sia in garenna, come da tradizione, sia in gabbia. La mia garenna è un recinto di 10 x 6 m in cui allevo un gruppetto di riproduttori formato da 1 maschio e 2 femmine. Gli altri riproduttori vengono invece allevati in gabbia; in totale ogni anno tengo circa 12 femmine e 3 maschi.

Come gestisci i parti e gli accoppiamenti?

Rispetto a quanto consigliato di solito, io normalmente faccio fare agli animali allevati in gabbia 4 accoppiamenti e 4 parti all’anno. Inizio con 2 cicli ravvicinati, 1 di riposo e altri 2 ravvicinati. Le femmine, a 20 giorni dal parto, sono poste nuovamente col maschio designato, circa mezz’ora al giorno per 3 giorni consecutivi. Tra il 12° e il 15° giorno procedo delicatamente con la palpazione per verificare il buon esito dell’accoppiamento. Le femmine sono in genere ottime fattrici e danno alla luce in media 7-8 coniglietti per parto.

Al momento la razza è riconosciuta in Italia?

No, purtroppo ancora no. Lo scorso ottobre però il Coniglio Grigio di Carmagnola è stato riconosciuto dalla Federazione Sammarinese Animali Domestici, il che significa poter finalmente far conoscere la razza a livello europeo. Si tratta di una grande soddisfazione per me e per gli amici che si sono impegnati a valorizzare in questi anni l’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola così come quello delle altre razze avicunicole locali.

Quindi ti interessi anche di altre razze autoctone di animali domestici? 

Si, in particolar modo allevo la Gallina Bionda Piemontese e la  Gallina di Morozzo, quest’ultima una razza autoctona di tipologia mediterranea molto nota localmente perché se ne ricavano eccellenti capponi. Per far conoscere queste realtà zootecniche assieme agli amici della pagina Facebook Razze Avicole Autoctone Piemontesi abbiamo organizzato lo scorso 19 ottobre a Saluzzo una giornata informativa per presentare le nostre razze autoctone avicunicole, ovverosia appunto Bionda Piemontese, Morozzo, Gallina Bianca di Saluzzo e Coniglio Grigio di Campagnola. La giornata ha avuto un buon riscontro e certamente è stata un’occasione per parlare di biodiversità zootecnica locale. 

Non possiamo che ringraziare Sandro Gallina per la sua grande disponibilità nel parlarci della storia e dell’allevamento del Coniglio Grigio di Carmagnola, e augurargli di poter proseguire a salvaguardare e a diffondere sul territorio le razze avicunicole autoctone. Complimenti Sandro, continua così!

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