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Allevare i tacchini, un'attività appassionante e divertente.

Come allevare i tacchini: 10 cose da sapere su questi animali.

Allevare i tacchini rappresenta un’attività piacevole e appassionante. I tacchini sono uccelli socievoli e riescono a instaurare un rapporto positivo coi loro allevatori, oltre ad essere eccellenti ospiti per fattorie biologiche vista la loro innata attitudine al pascolo. Le loro livree sono estremamente belle e affascinanti, così come i loro rituali di corteggiamento. Possono essere però anche animali molto delicati, che necessitano di cure specifiche. Ecco quindi 10 informazioni pratiche che vi aiuteranno ad allevare i tacchini nel migliore modo posibile.

Un maschio di Tacchino Bronzato dei Colli Euganei approccia una femmina
Un maschio di Tacchino Bronzato dei Colli Euganei approccia una femmina

1 – Generalità e storia. Il tacchino (Meleagris gallopavo) è il più corpulento galliforme vivente. In natura è diffuso in un areale vastissimo, che va dal Messico al Canada, e presenta 7 differenti sottospecie. Pare che alcune popolazioni mesoamericane siano state le prime ad allevare i tacchini, e molto probabilmente la sottospecie Meleagris gallopavo mexicana è stata la prima ad essere addomesticata. In Europa i tacchini vennero importati dagli Spagnoli, e già nel XVI secolo era possibile trovare allevamenti di questi ucceli in molte nazioni europee del tempo. Verso il 1520 venne inviata da Hispaniola a Roma una coppia di tacchini, la cui femmina era probabilmente un soggetto ermellinato. La Repubblica Serenissima di Venezia, nel 1577, in un proprio editto invitava ad allevare i tacchini ma ne proibiva l’uccisione, allo scopo di farne aumentare il numero di capi sul territorio. Il nome generico scientifico di Meleagris pare possa essere dovuto a un errore del naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi, che pensando che il tacchino potesse essere identificato con le meleagridi degli antichi Greci e Romani gli affibbiò un nome che spettava invece alle faraone (che vennero peraltro in seguito chiamate proprio Numida meleagris).

2 – Gli spazi. Per allevare i tacchini sono necessari spazi abbastanza estesi. Calcolate sempre un minimo di 25 metri quadrati di pascolo per ciascun capo, e un metro quadro di ricovero notturno ogni 2 capi. Tenete conto che grazie alle lunghe zampe i tacchini si rivelano perfetti per valorizzari prati e pascoli scoscesi di collina e montagna. Il ricovero notturno va attrezzato con posatoi adeguati al peso degli animali e alle dimensioni delle loro zampe (ricordiamoci che il tacchino può raggiungere i 10 Kg di peso). Non dimenticate che il tacchino è un animale abituato a vivere in gruppi abbastanza numerosi, per cui di norma non è una buona idea allevarne solo una coppia. La minima unità riproduttiva consigliata è formata da un maschio e due femmine, ma è consigliabile allevare i tacchini in piccoli harem composti piccolo gruppo di un maschio e 5-6 femmine.
Le razze leggere sono ottime volatrici: occhio quindi alle recinzioni!

Un maschio di tacchino Red Slate mentre gloglotta.

3 – Il comportamento. Nell’allevare i tacchini scoprirete che questi uccelli hanno comportamenti estremamente interessanti. I maschi si prodigano in appariscenti parate nuziali, aprendo le code a ventaglio, abbassando le ali e gonfiando le vistose caruncole e i bargigli del capo, molto più grandi che nelle femmine. Poi, gloglottando più o meno sommessamente, iniziano a girare attorno alle compagne, in attesa di un riscontro. La femmina pronta all’accoppiamento si accovaccia a terra di fronte al maschio, dandogli la schiena. Egli le monta quindi sul groppone, esibendosi in una sorta di tip tap sul suo dorso prima di accovacciarsi ed accoppiarsi con essa. Le femmine non sono sempre disposte all’accoppiamento ovviamente, e i maschi, frustrati dai prolungati dinieghi, possono sfogare i propri istinti repressi anche su esemplari di altre specie o su oggetti inanimati. Poiché in questo caso a volte i maschi tentano di accoppiarsi con le galline o coi in galli che stanno facendo il bagno di sabbia o che sono semplicemente intenti a godersi l’ombra accovacciati, finendo con l’uccidere o il ferire gravemente i poveri polli, capirete come nell’allevare i tacchini sia indispensabile mantenere il corretto rapporto tra i sessi o almeno evitare di tenere i maschi da soli con polli o altri avicoli più piccoli di loro. I maschi si esibiscono nelle parate anche quando combattono con altri maschi, e le femmine possono fare lo stesso, a volte iniziando anch’esse a fare la ruota. Questo, in caso di animali giovani, può confondere un po’ l’allevatore che stia cercando di capire il sesso dei propri soggetti.

Le femmine, come questa bianca, hanno caruncole e bargiglio meno sviluppati.

4 – La riproduzione. Dopo l’accoppiamento la femmina di tacchino trova un luogo appartato dove fare il proprio nido, quindi inizia a deporre le uova, a cadenza di uno ogni due giorni circa. Le uova sono molto più grandi di solito di quelle di gallina ed hanno guscio crema punteggiato di rosso-mattone. Di solito dopo aver deposto una dozzina di uova le femmine si mettono a covare. Se si prendono le uova mano a mano che vengono deposte per destinarle all’incubatrice o alla mensa, la femmina continua di norma a deporre. Se si desidera lasciare la tacchina a covare, ricordatevi di assicurarvi che essa si alzi tutti i giorni per almeno un quarto d’ora per bere, mangiare o defecare. Alcune tacchine sono infatti troppo ligie alla cova e non si alzano dal nido, con conseguenze a volte disastrose: finiscono con lo sporcare di feci le uova e a volte possono persino cuocere letteralmente le uova col calore del loro corpo. Le uova, tanto sotto la tacchina quanto in incubatrice, impiegano 28 giorni per schiudere.

In questo allevamento rurale una tacchina ha trovato uno splendido nido: una vecchia pentola!

5 – L’allevamento dei tacchinotti. Allevare i tacchini da piccoli non è semplicissimo soprattutto perché i tacchinotti non brillano proprio – diciamocelo! – per acume e intraprendenza. Di norma se lasciati insieme alla madre è quest’ultima che si occupa di insegnar loro a bere e mangiare. Se avete schiuso i tacchinotti in incubatrice può essere invece necessario che siate voi a metter loro il becco nell’abbeveratoio pieno o che infiliate loro il becco nel mangime per mostrargli come si beve e si mangia. Se non lo farete potreste rischiare che essi muoiano di disidratazione e di fame. Sul fondo all’inizio meglio mettere solo uno strato igienico di carta assorbente, da cambiare spesso, per evitare che i piccoli si possano sbagliare e mangino la lettiera insieme al cibo. All’inizio la temperatura della pulcinaia dovrà essere pari circa a 37°C, per abbassarsi poi circa a 20-22 °C a 20 giorni. Se alleverete i piccoli insieme alla madre, almeno per il primo mese dovreste pensare di dedicar loro una gabbia-pulcinaia di 200x100x50cm, da tenere fuori ma da coprire almeno in parte per garatire agli animali riparo dalle avversità. Mano a mano che crescono i tacchinotti richiederanno sempre più spazio. A 6 settimane possono essere alloggiati in un ricovero dotato di lampada riscaldante, con una concentrazione di 5 capi per metro quadrato.

6 – Alimentazione dei tacchini. Nell’allevare i tacchini occorre porre molta attenzione all’alimentazione, importantissima per ottenere animali sani e forti. In natura questi animali sono grandi pascolatori e si nutrono di una quantità di insetti, rettili, erbe, semi e frutta. Queste esigenze, particolari soprattutto nelle prime settimane di vita, vanno rispettate anche in allevamento. Occorre in particolar modo aver cura di controllare la frazione proteica del mangime e di garantire loro un adeguato pascolo.

  • da 0 a 2 mesi: mangime per selvaggina al 28% di proteine.
  • da 2 a 4 mesi: 75% di mangime per selvaggina al 28% di proteine mescolato con 25% di granaglie. Si inizia a offrire agli animali anche l’opportunità di uscire al pascolo.
  • dai 4 mesi in poi: mangime commerciale al 18% di proteine somministrato da metà giornata in poi, in modo da spingere gli animali a passare la mattina al pascolo in cerca di erbe e insetti.

Queste indicazioni riguardano ovviamente le razze leggere o medio pesanti (vedi sotto), non i soggetti giganti presenti negli allevamenti industriali o in certi mercati, che necessitano di un’alimentazione maggiormente mirata.

I tacchini richiedono una dieta proteica soprattutto nei primi cruciali mesi di vita

7 – Le razze dei tacchini. Pochi ne sono a conoscenza, ma in Italia sono state selezionate nei secoli molte razze di tacchini. Sono inoltre presenti nei mercati avicoli locali soggetti leggeri e medio pesanti, che si rivelano ottimi per l’allevamento in piccole fattorie e per l’allevamento biologico perché normalmente più rustici e resistenti degli ibridi industriali pesanti o giganti. Inoltre i ceppi o le razze locali sono di solito ottime chiocce e balie. Tra le razze italiane si annoverano:

  • Tacchino Brianzolo
  • Tacchino Bronzato Comune
  • Tacchino Bronzato dei Colli Euganei
  • Tacchino Castano Precoce o Castano d’Italia.
  • Tacchino di Benevento
  • Tacchino di Parma e Piacenza
  • Tacchino Ermellinato di Rovigo
  • Tacchino Nero d’Italia
  • Tacchino Romagnolo

Alcune di queste razze, come il Tacchino Castano Precoce o quello di Benevento, sono molto rare e seguite da appassionati che cercano di salvarne il patrimonio genetico. Potrete trovarne maggiori informazioni sulle pagine Facebook di S.I.R.A. e di Razze Autoctone Campane.

8 – Malattie. I tacchini purtroppo sono animali piuttosto delicati che spesso si ammalano facilmente. Sono moltissime le malattie che li colpiscono con frequenza, dal difterovaiolo ai micoplasmi. vale la pena chiedere presso il servizio veterinario della propria ASL di competenza per sapere quali siano le vaccinazioni suggerite o obbligatorie nel territorio in cui si trova l’allevamento. Allevare i tacchini assieme ai polli o ad altri avicoli viene spesso sconsigliato proprio per questo, perché le altre specie possono essere portatrici sane di malattie che colpiscono gravemente i tacchini (oppure possono essere comunque meno semìnsibili di loro ad esse). Se volete allevare i tacchini insieme ad altri avicoli cercate di procurarvi razze locali o tacchini allevati da generazioni a stretto contatto con polli e simili, in modo da poter contare su una maggiore resistenza acquisita nel corso delle generazioni tramite la selezione operata dai contadini locali.

Maschio Red Slate con le caruncole e il bargiglio ben evidenti.

9 – Rapporti con l’uomo. Allevare i tacchini può essere divertente perché questi animali socievoli possono anche stringere un rapporto positivo con gli esseri umani. Un tacchino imprintato potrebbe scambiarvi per un proprio partner e corteggiarvi a lungo e insistentemente. Potreste abituare anche i vostri tacchini, se iniziate fin da piccoli ad abituarli alla vostra presenza, ad accettare qualche coccola. Attenzione ai bambini piccoli, che potrebbero essere aggrediti dai maschi adulti con conseguenze anche gravi. I tacchini selvatici a volte si spingono, negli USA e in Canada, fin nei centri abitati. In questo caso possono comportarsi da veri “teppisti” in grado di “bullizzare” le persone che attraversano quello che considerano il loro territorio, come si può vedere in questo video, in cui i cittadini di alcune aree del Massachussets vengono importunati da questi uccelli:

10 – Curiosità.

  • Sapevate che i tacchini e i polli possono incrociarsi? Dall’accoppiamento tra un gallo e una tacchina possono nascere esemplari che rappresentano effettivamente degli ibridi tra le due specie, con caratteristiche fisiche intermedie. Si tratta però di un’eventualità molto molto rara. Nall’accopiamento tra un tacchino maschio e una gallina succede una cosa ancora più strana: il seme del tacchino pur non fecondando direttamente l’ovulo della gallina ne stimola comunque la divisione cellulare, portando alla nascita di una gallina estremamente simile alla madre! anche in questo caso si tratta di un evento rarissimo.
  • I tacchini sono ottimi cacciatori di rettili e serpenti. Questo può renderli ottimi guardiani di giardini montani e collinari, dove potranno tener lontano di casa vipere e altre presenza sgradite.
  • Le strane penne dure e irsute che si trovano sul petto del tacchino maschio prendono il nome di pennello di setole o granatello. Le femmine di norma non le hanno o se le sviluppano non si accrescono mai troppo oltre il piumaggio normale.
  • Le penne e le piume del tacchino si staccano molto facilmente se afferrate. Non prendete mai un tacchino per la coda, se volete trovarvi con un pugno di mosch… pardon, con un pugno di penne in mano!
  • Esistono moltissime differenti livree nei tacchini. Nel sito PorterTurkeys potrete ammirare le varie livree e apprendere quanto c’è da sapere sulla genetica della loro colorazione:
    https://www.porterturkeys.com/feathercolorgenetics.htm
  • Il verso del tacchino si chiama gloglottìo. I tacchini maschi gloglottano furiosamente l’un con l’altro, e al richiamo di un maschio può corrispondere il canto di decine di altri soggetti. Anche un uomo che initi il loro verso o che parli forte all’improvviso può far sì che i tacchini rispondano, con effetti davvero comici!

Allevare i tacchini sarà appassionante e divertente, anche se dovrete munirvi di impegno e passione. Noi di Novital vi siamo accanto con un’ampia selezione di mangiatoie, abbeveratoi e accessori per avicoli. Non potete contare su mamma tacchina? Niente paura, con le nostre incubatrici potrete ottenere ottimi risultati nella schiusa dei tacchinotti. Soprattutto i modelli digitali automatici Covatutto 16L, Covatutto 24 e Covatutto 54 si sono rivelati ottimi a questo scopo. Approfittate dell’attuale promozione 2019 per acquistare una selezione di prodotti con tre anni di garanzia e la spedizione inclusa nel prezzo!

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