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aiutare i pulcini a nascere: come e quando farlo

Aiutare i pulcini a nascere: impariamo quando e se vale la pena farlo.

Dobbiamo aiutare i pulcini a nascere? Soprattutto tra gli allevatori novizi questo dubbio si insinua spesso: quando si vede il guscio bucato ma il pulcino impiega un po’ troppo di tempo a uscire, la voglia di dargli un aiutino è tanta… ma per il suo bene è necessario resistere e non cedere alla tentazione. D’altro canto, qualora fosse invece necessario intervenire, è bene sapere come fare per evitare di causare danni. Vediamo quindi se, come e quando aiutare i pulcini a nascere.

Iniziamo con capire cosa succede all’interno dell’uovo. Sono passati 20 giorni di incubazione, lo sviluppo dell’embrione è andato alla perfezione e ora il pulcino si appresta a nascere. La sua testa è ripiegata vicino all’ala e si trova – se tutto va bene – subito sotto alla camera d’aria, presso il polo ottuso dell’uovo. Il piccolo inizia ad avere biusogno di maggiori disponibilità di ossigeno, e inizia a forare la membrana che lo divide dalla camera d’aria. Se osservassimo ora l’interno dell’uovo con la speratura, vedremmo una grande massa scura sotto una camera d’aria ingrandita e inclinata, e da un lato potremmo vedere la punta del becco emergere dalla membrana. Il pulcino raccoglie quindi le forze e grazie a una particolare struttura del becco, il dente (destinato a cadere in poche ore dopo la schiusa) rompe in un punto il guscio dell’uovo e inizia a respirare l’aria dell’ambiente circostante. In questo momento il pulcino aumenta anche la frequenza dei suoi pigolii, che servono in natura per instaurare un rapporto migliore con la chioccia.

Fatto il primo buco, il pulcino si prende il suo meritato riposo e, semplicemente, si ferma. Attende di avere le forze per rompere il guscio ruotando attorno ad esso, usando il becco come un apriscatole dall’interno. Nel frattempo, continua a riassorbire all’interno dell’addome il sacco vitellino, che l’ha collegato al tuorlo e che lo ha nutrito fino ad ora.

Ma è proprio questo momento di riposo e di attesa che tanto fa preoccupare gli avicoltori alle prime armi. Il piccolo ce la farà? Riusciranno lui e i suoi fratelli a schiudere, o dovremo aiutarli a nascere?

Non dimentichiamoci che in natura non tutti gli animali sopravvivono e giungono a schiudere: in questo modo vengono a essere selezionati solo i soggetti più forti e migliori. Per quanto possa sembrare crudele è normale che esista anche questa forma di selezione.

Il giusto atteggiamento dell’allevatore in questi casi dev’essere molto semplice: tenere la mani in tasca ed attendere, pazientemente, 24 ore.

I pulcini iniziano a nascere! E la cosa più importante che può fare un allevatore nella stragrande maggioranze dei casi è… non fare assolutamente nulla!

Non aprite l’incubatrice per controllare, non sollevate il coperchio per una sbirciatina ogni 10 minuti: andreste a compromettere irrimediabilmente la schiusa. Aprendo la macchina infatti provochereste uno sbalzo brusco di temperatura e umidità, che invece in fase di schiusa devono restare il più possibile costanti. Se la temperatura si riassesta in pochi minuti, per l’umidità potrebbero volerci alcune ore… e i vostri pulcini nel frattempo potrebbero morire.

Il pulcino, per almeno 24 ore dopo la prima foratura, non ha bisogno di noi. Come abbiamo detto, sta finendo il proprio sviluppo e deve solo avere l’occasione di farlo seguendo i propri tempi. Alcuni pulcini forano il guscio e in un’ora sono schiusi, altri impiegano più di un giorno per terminare l’impresa. Dipende dal singolo individuo e non dobbiamo intervenire e in alcun modo aiutare i pulcini a nascere per le 24 ore successive alla prima foratura.

Se volessimo aiutare i pulcini a nascere a breve distanza dalla foratura, senza che siano pronti, cosa potrebbe succedere? L’eventualità peggiore probabailmente sarebbe quella di far nascere un pulcino che non ha ancora riassorbito il sacco vitellino. Se all’interno dell’uovo, ambiente protetto e con elevata umidità, avere il sacco vitellino non del tutto riassorbito non rappresenta un problema, al di fuori di esso il rischio di morte è altissimo. Primo, il sacco vitellino o ciò che di esso resta seccherebbe molto rapidamente, e non verrebbe più riassorbito: questo comporterebbe il mancato completamento dell’apparato digestivo e molto probabilmente il pulcino morirebbe in pochi giorni. Ancora peggio, il piccolo potrebbe inciampare, nei suoi primi passi, proprio nel sacco vitelino essiccato, e strattonandolo potrebbe addirittura eviscerarsi. È un’immagine orribile ma vi assicuriamo che si tratta di una situazione che può davvero accadere.

Questo pulcino è stato aiutato a nascere ma stava ancora terminando di riassorbire il sacco vitellino.

E ancora, aprendo il guscio troppo presto il pulcino potrebbe non aver ancora riassorbito tutto il sangue dei vasi sanguigni degli annessi embrionali, come le membrane: rompendo queste ultime potremmo causare un’emorragia copiosa che potrebbe uccidere direttamente il piccolo oppure indebolirlo tanto da non farlo sopravvivere.

Quindi non dobbiamo mai intervenire? No, ci sono in effetti alcune occasioni in cui dovremmo aiutare i pulcini a nascere. Vediamole insieme.

  1. Quando sono passate più di 24 ore dalla prima foratura. Se dopo 24 ore il pulcino non si è ancora liberato del guscio, potrebbe essere troppo debole per riuscirvi. Questa debolezza potrebbe essere dovuta ad esempio a un eccesso di umidità nell’incubatrice nei primi 18 giorni di incubazione. Questo porta l’uovo a far evaporare troppa poca acqua, la camera d’aria aumenta troppo poco di dimensioni e il pulcino rischia di non avere forze sufficienti per completare la schiusa.
  2. Se la schiusa inizia dopo il 21° giorno e i pulcini muoiono a poche ore dalla foratura del guscio, nell’uovo. Questo accade se durante l’incubazione l’incubatrice è stata fatta lavorare in un ambiente troppo freddo o se è stata impostata una temperatura di incubazione troppo bassa. I piccoli consumano maggiori energie nell’uovo e faticano a completare la schiusa.
  3. Se i pulcini sono posizionati male al’interno dell’uovo. Specie se si incubano uova troppo arrotondate o allungate il pulcino potrebbe non riuscire a posizionarsi correttamente sotto la camera d’aria e quindi potrebbe finire per bucare l’uovo non vicino al polo ottuso ma verso la metà del guscio. Cosa succede in questi casi? Poiché manca la camera l’aria a frapporsi tra pulcino e guscio, i liquidi contenuti nell’uovo possono finire con fuoriuscire parzialmente dal guscio e seccarsi attorno al becco e alle narici del pulcino, impedendogli di respirare e soffocandolo.
  4. Se notiamo che la membrana interna dell’uovo si secca attorno al becco e alla testa del pulcino. Questo accade se l’umidità nell’incubatrice negli ultimi tre giorni è troppo bassa. Il pulcino rischia di morire incollato alle membrane, impossibilitato a respirare o a iberarsi.

In tutti questi casi potremo essere chiamati ad aiutare i pulcini a nascere. Come dovremo procedere? La prima regola è quella di agire sempre con estrema circospezione. Iniziamo a rompere il guscio seguendo un’immaginaria circonferenza che delimiti la calottina del polo ottuso dell’uovo. Attenzione alle membrane sottostanti al guscio: se dovessero iniziare a sanguinare occorrerà fermarci immediatamente, perché significa che l’animali non ha ancora finito di riassorbire il sangue dei capillari. In questo caso potremo però, magari aiutandoci con l’unghia, rompere il solo guscio (e non le membrane sottostanti). Se le membrane non sanguineranno potremo invece togliere direttamente la calottina del polo ottuso e liberare così la testa del pulcino. Rimettiamo il piccolo nell’incubatrice, ma SENZA estrarlo dal guscio. Ne uscirà lui da solo, non appena si sentirà pronto. In questo modo minimizzeremo i rischi che il piccolo esca prima di aver riassorbito il sacco vitellino.

Quando si è costretti ad aiutare un pulcino a nascere, il guscio andrebbe rotto come farebbe il pulcino, ovverosia seguendo una circonferenza attorno al polo ottuso.

Se invece la membrana si fosse seccata addosso al pulcino per la poca umidità, dovremo cercare di togliere, aiutandoci con pinzette e forbicine, il grosso dei resti delle membrane stesse dal pulcino. Quest’ultimo sarà poi in grado, col tempo di staccare il resto. L’importante però è liberare collo, ali e zampe, in modo che non assumano posizioni innaturali difficili da recuperare successivamente.

I pulcini che hanno avuto difficoltà a nascere dovrebbero essere idealmente allevati separatamente, per i primissimi giorni, dai fratelli che invece sono stati totalmente autonomi. Questo permetterà di controllarne lo sviluppo e la ripresa, e in seguito potranno essere riuniti agli altri senza problemi.

Non dimenticate però l’assunto principale: in generale i pulcini dovrebbero essere in grado di nascere senza aiuto. State il più possibile lontani dall’incubatrice negli ultimi giorni di incubazione per non cadere nella tentazione di aiutare i pulcini a nascere senza che ve ne sia bisogno. Ne sarete ripagati da nascite migliori.

Due stupendi, morbidi pulcini nati in.incubatrice senza alcun iuto.

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