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Allevare le faraone: ecco come fare

Come allevare le faraone: 10 cose che devi sapere su questi animali

Allevare faraone è desiderio di molti avicoltori, affascinati dalla bellezza di questi uccelli. Ma sei certo di conoscerle bene? In effetti se decidi di prenderle pensando di avere a che fare con animali molto simili alle galline potresti avere delle sorprese. Ecco quindi 10 cose da sapere per riuscire ad allevare le faraone e a riprodurle con successo.

Maschio di faraona camosciata
  • Questi uccelli hanno una storia antica e complessa. Se ti appresti ad allevare le faraone, sappi che esse appartengono al genere di gallinacei Numida, diffuso in Africa, e che conta diverse specie. Le galline faraone che alleviamo oggi comunemente, e che sono note nei Paesi anglosassoni come Guinea Fowl, appartengono tutte alla specie Numida meleagris. Presso gli antichi Romani si erano diffuse in allevamento le faraone appartenenti alla sottospecie N. meleagris ptilorhyncha, arrivate probabilmente dall’Africa settentrionale. Pare che questi animali siano scomparsi dall’Europa con la caduta dell’impero romano, tanto che si dovette attendere che i Portoghesi le reimportassero dalle colonie africane e le diffondessero nel nostro continente, per rivederle in Italia. In questo caso la sottospecie importata fu la sottospecie N. meleagris galeata. In seguito vennero anche importate in America, dove si acclimatarono felicemente.
  • La faraone non sono uccelli che formano harem estesi, come i polli. Di norma formano infatti coppie o gruppetti di un maschio e due femmine. Questo significa che nell’allevare le faraone dovremo fare molta attenzione al numero dei maschi presenti, per evitare di avere un basso numero di uova fecondate. Il dimorfismo sessuale non sempre è evidentissimo, ma in generale i maschi hanno (a parità di razza e sottospecie) elmo più sviluppato e bargigli più grandi, ricurvi e pendenti. Inoltre i maschi tendono ad avere una postura più eretta rispetto alle femmine, quando camminano. Anche il peso nei due sessi è differente: i maschi raggiungono circa 1,8 Kg mentre le femmine possono arrivare a 2 Kg. Ma forse l’elemento distintivo più caratteristico nei due sessi sta nel… canto.
  • Si, proprio il canto è un altro elemento da tener conto nell’allevare le faraone: si tratta infatti di animali molto rumorosi e – diciamocelo – piuttosto monotoni e fastidiosi. Le faraone usano il canto per socializzare, per dare l’allarme in caso di intrusi o per quasi qualunque altra cosa possa accadere. Al classico crrr-crrr che emettono tutti i soggetti, le femmine aggiungono un rumoroso e fastidioso co-quack. Entrambi i sessi ripetono continuamente i richiami tipici, spesso a lungo. Quando un gruppo numeroso di faraone inizia a cantare può diventare effettivamente difficile stare loro accanto!
La dimensione e la forma di bargigli ed elmo rappresentaun carattere di dimorfismo sessuale
  • La livrea delle faraone, caratterizzata da un fondo scuro picchiettato di macchie chiare, dette perle, che ricordano vagamente lacrime. Gli antichi Greci credevano che le sorelle di Meleagro, che era stato ucciso nel corso di una guerra fratricida scoppiata perché egli aveva cacciato un cinghiale inviato da Artemide, fossero piombate nella più cupa disperazione a causa della sua morte e che continuassero a piangere; gli Dei impietositi le trasformarono quindi in uccelli, le faraone, appunto, che avrebbero portato nel canto e nella livrea i pianti e le lacrime delle donne. Più prosaicamente, la perlatura delle faraone è un carattere usato per suddividere le varie livree e razze; oltre a esemplari a perlatura normale vi sono infatti esemplari con perlatura ridotta (come le Azzurre Ghigi) o assente (come le Bianche Albine).
  • Le faraone hanno un’indole molto più selvatica e indipendente rispetto alle galline. Hanno un forte istinto gregario e hanno bisogno di vivere in gruppo. In Veneto ed Emilia Romagna, terre in cui era comune per i contadini allevare le faraone, si era soliti tenerle allo stato semibrado, garantendo loro un pascolo il più possibile ampio. Le faraone in particolar modo apprezzeranno la presenza di alberi e cespugli; l’unico vero rischio è che possa diventare molto difficile, in un pascolo ben strutturato, riuscire a trovare eventuali nidi di faraona. Può capitare peraltro che più depongano e in seguito cerchino di covare sullo stesso nido; di norma i risultati non sono i migliori. Meglio allora cercare i nidi e raccogliere quotidianamente le uova, da destinare all’incubatrice. Lascia però sempre almeno 3 o 4 uova (precedentemente segnate) nel nido, per far sì che le femmine non smettano di deporre lì e tu non debba ricominciare da capo la ricerca.
  • Sapevi che le faraone possono incrociarsi con altri galliformi e dare vita a ibridi che in generale da adulti risultano sterili? Alcuni sono davvero particolari, specie dal punto di vista estetico! Sono noti soprattutto ibridi tra faraone e galli, ma sono stati riscontrati anche incroci riusciti col pavone. Puoi vedere alcuni di questi soggetti in questa pagina del sito di Feathersite.
Il modo migliore per allevare le faraone è probabilmente quello di lasciarle allo stato semibrado.
  • Della faraona comune sono state selezionate molte razze differenti in base alla livrea. In Italia, grazie anche all’opera del prof. Ghigi negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, erano note le razze Camosciata, Fulvetta, Bluetta, Lilla, Paonata, Pezzata, Azzurra Ghigi. Alcune di queste razze si sono estinte o sono numericamente ridotte, mentre altre risultano più comuni. Se ne hai la possibilità, cerca di recuperare qualche razza storica o autoctona: porterai sana biodiversità zootecnica nel tuo pollaio. Per saperne di più sulle varie razze di faraone italiane, vista questa pagina di Agraria.org.
  • Un ricovero notturno chiuso sarà apprezzato soprattutto in inverno, e dev’essere sempre attrezzato con dei validi posatoi. Calcolate sempre una densità di animali in allevamento di circa 3-5 capi per metro quadrato di ricovero. Per quanto riguarda il pascolo, ogni faraona vivrà al meglio avendo a disposizione dai 5 ai 10 metri quadrati di spazio.
  • La giusta alimentazione svolge un ruolo molto importante nell’allevare le faraone. Tieni conto che gli animali adulti richiedono una percentuale di proteine nella miscela alimentare attorno al 23-24%. Potete utilizzare un mangime per selvatici da integrare magari con miscela di granaglie di produzione aziendale. Anche in natura ricercano attivamente insetti e piccoli animali, tanto che in alcune parti del mondo sembrano essere molto apprezzate come distruttrici di zecche nei pascoli aperti, con conseguente riduzione del rischio di diffusione della malattia di Lyme. Alcuni hanno suggerito di lasciar parscolare liberamente le faraone anche negli orti, per liberarli dagli insetti nocivi, ma in generale non è che questi uccelli disdegnino di becchettare le verdure, perciò non è il caso di affidarsi eccessivamente a loro da questo punto di vista. In un frutteto possono però effettivamente aiutare a eliminare molti parassiti degli alberi.
  • Se vuoi allevare le faraone devi sapere che esse depongono annualmente dalle 100 alle 145 uova, dal guscio roseo più o meno scuro. Sono leggermente più piccole e tondeggianti rispetto a quelle di gallina, e il loro guscio è più spesso e solido. La deposizione inizia verso marzo e finisce tra settembre e ottobre. Le uova sono di solito deposte nelle ore più calde del giorno. Le femmine di solito possono diventare chiocce e schiudere bene i faraoncini. Riguardo all’incubazione artificiale, ricorda che le uova di faraona hanno un periodo di incubazione variabile tra i 26 e i 28 giorni. Imposta quindi l’incubatrice in modo che le uova non vengano più girate dopo i primi 23 giorni. L’umidità ideale dovrebbe sssere tra il 40 e il 50% in fase di incubata, per poi essere alzata sopra il 65% in fase di schiusa. I faraoncini vanno nutriti con un apposito mangime per selvatici con tenore proteico attorno al 23%.

Tra le nostre incubatrici ti consigliamo di utilizzare le piccole ma performanti Covatutto 16L, Covatutto 24 e Covatutto 54. Queste macchine si sono dimostrate affidabili nel far schiudere le uova di faraona di tanti nostri utenti, come Daniela D’Apice, che ci ha inviato le foto dei suoi faraoncini schiusi con la Covatutto 54 Analogica!

Ecco i faraoncini di Daniela D’Apice, nati con la Covatutto 54 Analogica!

Ti ricordiamo infine la promozione attualmente in atto, che vede protagoniste anche queste incubatrici con una durata della garanzia prolungata a tre anni! Non perdere questa occassione!

Ti abbiamo incuriosito e convinto ad allevare le faraone? Sono animali davvero particolari e stupendi. Non dimenticare di seguirci sulla nostra pagina Facebook e di inviarci le foto del tuo allevamento!

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