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Come alimentare i polli ruspanti e le galline ovaiole: sfatiamo alcuni miti! Intervista al dott. Alessandro Guerrini

Come alimentare i polli ruspanti e le galline ovaiole: sfatiamo alcuni miti! Intervista al dott. Alessandro Guerrini

Come alimentare i polli ruspanti e le galline ovaiole? Sappiamo tutti quanto l’alimentazione dei nostri animali possa essere importante nel garantire loro una buona salute. Ma esistono anche in questo campo miti da sfatare e informazioni sottaciute fin troppo spesso. A chi chiedere consiglio sull’argomento?

Abbiamo intervistato per voi il Dott. Alessandro Guerrini, attualmente impiegato presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, e Dottorando di Ricerca presso l’Universita’ di Medicina Veterinaria di Bologna. Il Dott. Guerrini ha conseguito una Laurea Magistrale in Sicurezza e Qualità delle produzioni animali e una Laurea triennale in Produzioni Animali e controllo della Fauna selvatica con specializzazione in gestione dell’allevamento avicunicolo, con particolare studio per la nutrizione e l’alimentazione animale. Il suo è un nome già noto nell’ambiente avicolo italiano e da anni tramite prima i forum di avicoltura e poi i gruppi tematici su Facebook si impegna nel cercare di fornire agli allevatori corrette informazioni su come alimentare i polli ruspanti e gli altri avicoli.

Come alimentare polli ruspanti e galline ovaiole - la Rhode Ispland Red, razza prediletta di Alessansdro GuerriniN. Tu allevi qualcosa al momento?

A.G. Al momento no. Allevavo. È fatto divieto per chi lavora allo Zooprofilattico o per chi ha contatti con allevamenti industriali di pollame di allevare animali da cortile, per evitare di introdurre accidentalmente patogeni nell’ambiente di lavoro e viceversa. Per anni ho allevato Livorno bianche, ibride ovaiole, Cocincina e Robuste Lionate. Ho dovuto cederle appunto ad un altro appassionato.

N. Quali sono le tue razze preferite in assoluto?

A.G. Adoro le Rhode Island e le Sussex, mi piace il loro carattere calmo e la loro indole tranquilla. Prima o poi le alleverò di sicuro, anche perché a non allevare mi viene l’angoscia!

N. Veniamo a noi. La tua formazione ti porta ad essere la persona perfetta con cui affrontare una serie di problemi legati all’alimentare i polli ruspanti e, in particolar modo, sfatare vari miti ad essa legati. Iniziamo con uno dei più diffusi: quanto possono essere efficaci alcuni alimenti che vengono proposti come “farmaci” nella tradizione popolare, come ad esempio l’aglio?

A.G. Il discorso è molto complesso. Molte persone credono che usare piante o cibi particolari per “curare” malattie sia pratica esente da rischi. In verità, per quanto la fitoterapia possa essere effettivamente molto efficace (personalmente la uso e suggerisco) non occorre dimenticare che coi principi contenuti in certe piante comunque non bisogna scherzare. Un principio naturale è in grado di uccidere come uno chimico. Un cibo non fa bene solo perché proviene da una pianta. La fitoterapia va usata con cognizione di causa, su animali ben allevati e ben predisposti ad un allevamento rurale, senza dimenticare che non può fare miracoli. Un esempio tipico è quello dell’aglio. Viene popolarmente consigliato sotto varie forme e per la cura di svariate malattie, senza considerare un aspetto molto importante: al giorno d’oggi molti dei patogeni o dei parassiti che colpiscono i nostri avicoli hanno già sviluppato ampiamente resistenza a molti medicinali chimici di sintesi. Le ricette a base di aglio non hanno in questi casi particolare efficacia, anzi. L’aglio può essere invece utilizzato come igienizzante intestinale preventivo (ha una blanda azione antielmintica), aggiunto alla dieta degli animali in dose appropriate, ma non può essere usato come un farmaco.

Risultato dell'aggiunta di paprika alla dieta
Risultato dell’aggiunta di paprika alla dieta

N. Alcuni allevatori usano aggiungere spezie, come la curcuma o la cannella, al mangime dei loro polli.

A.G. Si, curcuma, cannella, paprika dolce possono risultare utili agli animali in quanto modulano la flora intestinale, possono diminuiscono le cariche batteriche antagoniste e permettendo in molte specie una maggiore assimilazione dei nutrienti con conseguente aumento di massa. In alcuni dosaggi , però, possono avere anche l’effetto opposto. Aiutano inoltre a migliorare la pigmentazione di pelle, tarsi e del tuorlo dell’uovo. Si può aggiungere una di queste spezie al mangime dei polli nella misura di un cucchiaino da tè ogni 3 Kg di mangime, ma il dosaggio va sempre calcolato da un esperto. Per i polli che devono essere esposti in mostre di bellezza, anche l’omogeneizzato di salmone può essere usato per intensificare la pigmentazione degli animali.

N. A che età vale la pena iniziare a integrare la dieta dei polli con il foraggio?

A.G. Io inizio abbastanza presto, a partire dai 10-15 giorni di vita. Le fibre contenute nei vegetali crudi seppur non siano digerite dai polli, stimolano l’aumento della dimensione intestinale e quindi anche in seguito la possibilità di assumere più cibo e di crescere di più. Ha quindi un effetto dietetico.

N. Come alimentare i polli al meglio nella calura estiva? 

A.G. Bisogna tenere conto sempre che i polli mancano di pori sudoripari e che quindi non possono regolare la propria temperatura sudando. Diamo una dieta leggera e ricca di fibra: quest’ultima spingerà gli animali a bere di più. Nell’alimentare i polli ruspanti andrebbero invece limitati i vegetali troppo ricchi d’acqua, come le angurie. Sebbene vi siano ceppi adattatisi a utilizzarle come alimento senza problemi, normalmente vegetali troppo ricchi d’acqua possono favorire la produzione di feci molto liquide e questo può favorire la disidratazione negli animali. Ricordiamoci che gli avicoli possono anche morire per i colpi di caldo. Rinnovate spesso l’acqua di bevanda e non lasciatela al sole. Per gli allevatori che sono anche apicoltori, ricordate che la propoli può essere d’aiuto negli stress da calore.

D'estate meglio limitare cibi apparentemente "freschi" ma poveri in fibra e ricchi d'acqua, come meloni e angurie.
D’estate meglio limitare cibi apparentemente “freschi” ma poveri in fibra e ricchi d’acqua, come meloni e angurie.

N. Pane agli avicoli: si o no?

A.G. Il pane viene usato tradizionalmente per alimentare i polli ruspanti ma spesso lo si fa in maniera sbagliata. Alcuni pensano che offrire pane sia un po’ come offrire il frumento, con cui è fatto, ma non è così. Il pane subisce un processo di cottura, che porta la gelatinizzazione degli amidi. Inoltre viene addizionato col sale, che in elevate quantità può essere un veleno per gli avicoli. Non mi è stato infrequente vedere polli intossicati da sale per aver mangiato pizza salata o alimenti simili. Se lo si vuole somministrare, dovrebbe essere offerto una volta alla settimana secco, meglio se sbriciolato, comunque MAI AMMUFFITO ( e a volte viene somministrato purtroppo così). Ricordiamoci che può far ingrassare e aumentare il rischio di enteriti. Una pagnotta secca da becchettare, per contro, messa in una gabbia con polli in accrescimento, può aiutare ad abbassare lo stress degli animali limitando il rischio di pica.

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N. Vale la pena fornire ai propri animali nelle prime settimane di vita del mangime con coccidiostatico?

A.G. Personalmente, salvo eccezioni, sono contro l’uso del coccidiostatico. In generale il coccidiostatico presente nei mangimi è comunque sottodosato per buona parte dei ceppi di coccidi e il rischio concreto è quello di un aumento costante dell’antibiotico resistenza da parte dei microrganismi in questione. Inoltre, se l’allevamento dei giovani e quello degli adulti avviene in promiscuità, il coccidiostatico rischia di contaminare anche il cibo dei capi che non ne avrebbero bisogno, in quanto ha forte attività elettrostatica. Buone pratiche di gestione dell’allevamento potrebbero essere molto utili a limitare l’uso di tali sostanze nei mangimi, tramite anche un’esposizione graduale dei giovani ai patogeni per stimolarne la risposta immunitaria.

N. Mangimi primo e secondo periodo, per quanto usarli?

A.G. Per le razze allevate a scopo ornamentale o da autoconsumo , possiamo tranquillamente usare il primo periodo fino ai 45-60 giorni; poi il secondo periodo fino agli 80-90 giorni. Passati i 90 giorni si può decidere per un mangime terzo periodo preriproduzione oppure per tagliare adeguatamente il secondo periodo con un mix di granaglie.

In diversi casi è meglio somministrare ai polli solo mais preventivamente spezzato, e non intero.
In diversi casi è meglio somministrare ai polli solo mais preventivamente spezzato, e non intero.

N. Il mais va bene per tutti i polli, e va somministrato sempre allo stesso modo?

A.G. Non proprio. Sebbene il mais venga usato da secoli per alimentare i polli ruspanti e gli altri avicoli, ci sono alcune razze e ibridi commerciali che non sarebbero in grado di digerire adeguatamente il mais intero. In qualche caso si è giunti al paradosso di avere animali morti di fame ma col gozzo pieno di chicchi di mais. In qualche caso meglio quindi fornirlo spezzato o macinato.

N. Si possono somministrare diete semiliquide ai polli?

A.G. Si. Il pollo è, come il maiale, uno degli animali più versatili dal punto di vista alimentare, grazie anche al fatto di possedere uno stomaco ghiandolare e uno stomaco muscolare. Si adatta molto bene a una dieta a broda semiliquida come sostitutiva del mangime. Tale dieta presenta numerosi vantaggi, in primis quello di garantire che eventuali composti vitaminici vengano effettivamente consumati dai polli. I polli riconoscono bene i cibi dal sapore ( seppur non abbiano papille gustative complete ) e spesso i composti vitaminici più amari se aggiunti al mangime secco possono rischiare di finire nel fondo della mangiatoia o scartati. Invece, in una dieta semiliquida, essi risultano così amalgamati, come consistenza e sapore, da essere assunti senza problemi dagli uccelli.

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La dieta a broda permette inoltre di valorizzare eventuali scarti di lavorazione di altre produzioni dell’azienda agricola, permettendo di ottimizzare le prestazioni degli animali minimizzando i costi. Ad esempio le aziende che ne hanno disponibilità possono inserire nella dieta a broda per alimentare i polli ruspanti anche il latticello o siero di latte. Chiaramente tale diete andrà sviluppata con attenzione e calibrata a seconda delle esigenze degli animali allevati (razze o ibridi); andranno poi aggiunti vitamine stabilizzanti come aceto o bicarbonato per permettere una maggiore durevolezza e minimizzare i rischi sanitari, stabilizzando le fermentazioni.

N. Quanto cibo somministrare ogni giorno ?

A.G. Dipende dalla razza o dall’ibrido e dal sistema di allevamento e sopratutto dalla dieta .
Generalmente gli animali da ingrasso dovrebbero avere sempre cibo a disposizione, i riproduttori sarebbe invece opportuno che avessero un’alimentazione razionata.

Le mangiatoie a tramoggia come la Kubik Premium da 40l sono l'ideale quando si deve garantire agli animali cibo sempre a disposizione limitando nel contempo gli sprechi.
Le mangiatoie a tramoggia come la Kubik Premium da 40l sono l’ideale quando si deve garantire agli animali cibo sempre a disposizione limitando nel contempo gli sprechi.

Non possiamo che ringraziare il dotto. Guerrini per tutte le preziose informazioni che ci ha dato. Per chi desiderasse ricevere maggiori informazioni riguardo a come alimentare i polli ruspanti e gli altri avicoli, il dott Guerrini può essere contattato all’indirizzo e-mail aleguerrini@alice.it.

Novital da sempre produce un’ampia gamma di mangiatoie ed abbeveratoi per venire incontro alle esigenze degli allevatori e permetter loro di fornire cibo e acqua in sicurezza ai propri animali. Potrete visionare l’intera gamma dei prodotti Novital destinati all’alimentazione degli avicoli in questa pagina del nostro catalogo:

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