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Topi e ratti: 10 domande per conoscere meglio questi sgraditi coinquilini dei nostri allevamenti e delle nostre case.

Topi e ratti sono di norma coinquilini sgraditi che ogni allevatore ha imparato a dover sopportare o con cui è stato costretto a scontrarsi, prima o poi. Ma siamo sicuri di sapere davvero quali sono le caratteristiche di questi animali? Ecco quindi l'occasione per imparare, con dieci domande e relative risposte, qualcosa di più su questi animali.
  • Quali sono le specie attive in Europa?

Le principali specie presenti in Europa sono Rattus norvegicus (ratto delle fogne), Rattus rattus (ratto nero, ratto dei tetti) e Mus musculus (topo domestico).

  • Dove si annidano, da cosa sono attirati?

I ratti amano nascondersi, laddove ci siano cumuli di masserizie, merci ed oggetti vari accatastati in modo disordinato in spazi angusti. Sporcizia e poca igiene contribuiscono a creare un habitat ideale per questo scomodo inquilino. A seconda della specie questi roditori preferiranno scavare buche sotterranee oppure si muoveranno in cerca di altezza preferendo solai, tetti, fienili... In zone urbane e periurbane, essi invece si rifugeranno in terrapieni, negli ammassi di rifiuti, tra le macerie, nelle aiuole dei giardini, in magazzini mal tenuti, presso strutture fognarie, negli interstizi delle stesse pareti di casa o dei pavimenti.

  • Come comunicano tra loro?

La comunicazione tra gli esemplari avviene tramite i suoni che emettono (spesso impercettibili all’orecchio umano), denominati squittii; sovente i ratti rilasciano sostanze oleose che permettono agli altri componenti del gruppo di ricevere informazioni e allo stesso tempo fungono da deterrente per altri esemplari esterni al clan familiare, in quanto spesso tali sostanze vengono usate per marcare il territorio.

  • Cosa mangiano?

Risposta molto semplice: il ratto è onnivoro, si nutre di qualunque cosa e ciò che non mangia lo rosicchia, contaminandolo. L’abitudine dei roditori a scavare e a rodere provoca infiltrazioni d’acqua nelle fognature, danni a cavi elettrici, tubature, grondaie… Plastica, legno, cemento e persino piombo sono soggetti a rosicchiamento, in quanto permettono agli animali di limare i denti che altrimenti crescerebbero a dismisura.

  • Quando e come agiscono?

Questi animali sono attivi a tutte le ore, ma presentano picchi di attività principalmente dopo il tramonto, si muovono durante il giorno in casi particolari, come quando disturbati o in caso di mancanza di cibo. Sono animali incredibilmente adattabili, modificando le loro abitudini ed i loro comportamenti a seconda delle necessità o delle circostanze. I ratti in genere vivono in gruppi misti comprendenti numerosi esemplari di ambedue i sessi. Fra i maschi è presente una rigida gerarchia, che si traduce nel maggiore o minore accesso al cibo. Anche fra le femmine è presente una gerarchia, in particolare vi sono sempre due o tre di esse che sono dominanti rispetto a tutti gli altri appartenenti al gruppo, ad eccezione del maschio dominante. Si noti come l’ordine sociale si vada a definire a seconda degli individui più aggressivi, i quali finiscono per ricoprire il ruolo dominante; i più deboli vengono uccisi o costretti a migrare.

  • Come accorgersi della loro presenza?

La presenza di un ratto si manifesta attraverso le tracce biologiche disseminate lungo i percorsi abituali, come deiezioni, macchie oleose, odore caratteristico, rosure su materiali ed imballi, alimenti consumati, peluria... sono tutti segnali di un ospite sgradito per il quale occorre prendere provvedimenti.

  • Quali pericoli rappresentano per l’uomo?

I ratti ed i topi sono specie di particolare interesse sanitario, in quanto vettori di numerose malattie oltre che causa di danni a infrastrutture e derrate alimentari. I ratti scavano e rosicchiano causando danni a impianti di irrigazione, raccoglitori di acque piovane, abitazioni, depositi… Rosicchiando cavi elettrici provocano persino cortocircuiti con pericoli d’incendio o malfunzionamenti vari. Divorano derrate alimentari e le contaminano con le proprie secrezioni.

  • Nella catena alimentare che posto occupano?

I micromammiferi in generale, come per esempio il topo, rappresentano i tipici ‘animali preda’ e costituiscono un anello importante in alcune catene alimentari. Risultano essere importanti per serpenti, rapaci, corvidi ed altri uccelli di grandi dimensioni. Possono rappresentare un integrazione ad alto valore proteico per alcuni sauri (grandi gechi, lucertole o camaleonti) sia a cheloni acquatici che terrestri (testuggini, tartarughe…). Inoltre rappresentano un alimento ideale per i predatori più comuni di medie dimensioni come cani, gatti, furetti. Grossi roditori come i ratti possono però predare attivamente piccoli animali, come pulcini e polli, e rubare le uova dai nidi. In particolari situazioni possono avere la meglio anche su galli e galline adulti, di cui solitamente divorano testa, collo, petto.

  • Come controllare la demografia di questi animali?

L’uomo può ridurre e limitare il proliferare di roditori eliminando in modo definitivo il loro cibo, l’acqua ed i rifugi. Un comportamento intelligente e responsabile nella gestione dei rifiuti urbani costituisce un deterrente per lo sviluppo delle colonie di ratti. È da notare come sia importante il rapporto di competizione sia tra i membri della stessa specie, sia tra due o più specie, fattore che in alcuni casi ha portato al prevalere di una specie su un’altra (es Rattus norvegicus, essendo molto competitivo, in alcune aree ha sostituito la presenza dell'altra specie, laddove in precedenza convivevano). Il principale metodo di controllo risulta essere dunque l’alterazione permanente dell’ambiente fisico preferito dagli stessi: modificandolo e aumentando la predazione e la competizione si viene a creare una pressione sulla popolazione che comporta mortalità più alta e calo di nascite. La bonifica ambientale e una corretta igiene risultano essere requisiti fondamentali.

  • Come catturarli e in che modo smaltirli?

I principali metodi di cattura sono trappole meccaniche, a ripetizione o singole, repellenti, esche tossiche, anticoagulanti, derattizzatori ad ultrasuoni, colle. In commercio esistono varie tipologie di attrezzatura da usare a seconda della problematica in cui ci si trova. Una volta catturato il ratto (se vivo) deve essere liberato in un luogo considerevolmente distante da abitazioni, centri abitati, possibilmente in aperta campagna; altrimenti è importante munirsi dei cosiddetti d.p.i. (dispositivi di protezione individuale), ed eliminare la carcassa secondo le norme regionali vigenti.

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